La nostra cultura è ossessionata dal tempo, siamo travolti da una costante evoluzione. La tecnologia che ci circonda, in particolare, ha uno sviluppo frenetico che ci fa sentire sempre in ritardo e mai sufficientemente aggiornati. Più che mai questo è vero in ambito Mice.
Siamo obbligati a una corsa in cui è quasi impossibile fermarsi a riflettere ed approfondire la conoscenza di quello che ci viene proposto; pensiamo che sia necessario acquistare “l’ultimo modello”, addirittura forse più per moda che per il valore intrinseco dell’oggetto. Conosciamo e abbiamo esplorato solo in minima parte le funzionalità di ciò che ormai consideriamo superato. Quante volte abbiamo maturato questa sensazione lavorando alla realizzazione di un meeting o di un convegno?
Nel mondo Mice la tecnologia è un servizio concreto che “arricchisce” l’evento stesso e lo rende attraente e coinvolgente per il partecipante, ed è anche il supporto per chi lavora dietro le quinte per ottimizzare le attività e garantire la gestione sicura e precisa dei dati e delle informazioni. Ma quante idee, strumenti e soluzioni abbiamo accantonato senza conoscere e sfruttare al meglio perché attratti da una accattivante novità?
Fare delle scelte, inseguendo solo “l’ultima moda”, può comportare la perdita di efficienza, perché spesso le soluzioni neonate sono immature e non sono in grado di supportare tutte le necessità e la complessità organizzativa dell’evento. Questa inadeguatezza è compensata dall’utilizzo contemporaneo di più strumenti non integrati tra loro, oppure con modalità di lavoro vecchie e mai abbandonate ( “…comunque controllo tutto sul foglio Excel, perché così sono sicuro di non sbagliare!”). Conosciamo davvero tutte le potenzialità degli strumenti a nostra disposizione? Oppure rincorriamo un inarrivabile stato dell'arte? Domande troppo spesso retoriche...
Come fare, dunque? Tre linee guida per non sbagliare:
• Adottare un atteggiamento di curiosità e attenzione, nonostante il ritmo incalzante e i tempi contratti di chi lavora nella meeting industry, garantisce un arricchimento delle conoscenze e delle informazioni che altrimenti si rischia di perdere.
• La collaborazione più stretta con i partner fornitori favorisce una padronanza e una consapevolezza più approfondita e ampia delle potenzialità degli strumenti oltre alla possibilità di fare scelte e investimenti vincenti e con una visione di lungo periodo.
• Ripensare l’utilizzo di quanto abbiamo e disponiamo con un approccio creativo consente di mettere a frutto la fantasia e le risorse realizzando proposte diverse e permette di essere più competitivi anche perché capaci di contenere costi ed investimenti.
In conclusione: certamente sì all’innovazione, ma consapevole.
Francesca Scutari - Sem2000