La notizia è di quelle buone: nel 2015 i planner professionisti di eventi hanno guadagnato di più rispetto all'anno scorso.
Non solo, il ruolo di organizzatore di eventi si è piazzato nei primi cento posti come ‘miglior lavoro’ nel 2015.
Decisamente un segnale positivo che riguarda il settore della meeting industry che arriva direttamente dagli Stati Uniti, dove la Professional Convention Management Association (PCMA) ha di recente reso noti i dati della sua annuale ricerca sugli stipendi dei professionisti del settore. Ne emerge un quadro chiaro in cui la vincitrice assoluta è la professionalità, non solo perché gli aumenti sono stati registrati presso chi organizza eventi come occupazione principale ma soprattutto presso coloro che hanno conseguito una certificazione di settore.
Secondo la ricerca il 79% dei planner intervistati ha dichiarato di avere avuto uno stipendio più alto quest'anno (due punti percentuali in più rispetto al 2014). Inoltre, nel 2015 lo stipendio medio di un professionista del settore della meeting industry è cresciuto negli Stati Uniti del 6%.
Lo stipendio medio di un planner statunitense con certificazione CMP (Certified Meeting Professional), in base a quanto emerso dalla ricerca, è di 85.793 dollari, circa diecimila dollari in più rispetto ai professionisti senza certificazioni, il cui salario medio si ferma a 75.265 dollari.
Le donne continuano a guadagnare meno degli uomini: poco più di 77mila dollari per le prime contro i 122 mila circa dei secondi.
A fare guadagnare di più sono le grandi convention oltreoceano (39%) e i grandi eventi (30%).
In termini di ruolo guadagnano di più gli executive delle associazioni (più di 98mila dollari), gli organizzatori di congressi medici (circa 96mila dollari), gli organizzatori di eventi indipendenti con un guadagno che supera gli 83mila dollari, seguiti dai meeting planner professionisti sempre in campo associativo (circa 82mila dollari). Arrivano poi i meeting planner d'azienda con un guadagno annuo di circa 77mila dollari e i planner di eventi governativi (quasi 56mila dollari).
«Questa ricerca dà una mano a disegnare un quadro veritiero di quale impatto abbiano gli eventi sul mercato statunitense ed enfatizza il trend di crescita globale, oltre a sottolineare che la certificazione continua a essere considerata come un valore aggiunto in un mercato competitivo come quello della meeting industry» sottolinea Karen Kotowski, ceo del Convention Industry Council.
Nello specifico della certificazione, l’88% degli intervistati all’indagine hanno dichiarato di avere conseguito la certificazione CMP nel 2015, il 6% ha conseguito la certificazione CAE (Certified Association Executive) e il 3% la CMM (Certification in Meeting Management).
La ricerca è stata svolta contattando 340 organizzatori di eventi professionisti, di cui il 98% lavora nel Nord America.
Qui l'infografica pubblicata dalla rivista Convene, dove si trova anche la ricerca completa.
Redazione