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Orient Express, gli chef interpretano i sette vizi

Orient Express, gli chef interpretano i sette vizi

NELLE CUCINE DI GRANDI ALBERGHI, PROPOSTE CREATIVE NEL SEGNO DELL'IRONIA

Nelle strutture italiane del gruppo luxury Orient-Express arriva una gustosa novità, un inedito itinerario gastronomico ironicamente ispirato ai sette peccati capitali, interpretati in cucina da altrettanti chef. Renato Piccolotto Hotel Cipriani a Venezia, ha rappresentato la lussuria con il dessert al cioccolato Nerone Soufflé. Lo chef Attilio Di Fabrizio di Villa San Michele a Firenze ha invece riassunto la golosità in una crostata alla marmellata di more di gelso fatta in casa.

A Taormina, Roberto Toro del Grand Hotel Timeo svela che in cucina la vera essenza è l’operatività, il contrario dell’accidia e adora la gastronomia siciliana. Corrado Corti dell’Hotel Splendido a Portofino, sottoline: «Essere avidi non è mai facile. Io lo sono quando si tratta di sfruttare al meglio i pochi ingredienti che uso quando cucino. L’unico ingrediente cui non potrei rinunciare nemmeno su un’isola deserta? Il timo! E’ per me l’ingrediente principe, utile per tutti i tipi di piatti, dal pesce alla carne».

Per quanto riguarda l’ira, Roberto Villa, chef dell’Hotel Splendido Mare e innamorato della tradizione ligure, spiega: «A volte quando sono in cucina, ho un’espressione ‘arrabbiata’. In realtà, è il mio modo di restare concentrato». Salvatore Gambuzza di Villa Sant'Andrea crea opere d’arte culinarie ispirandosi ai profumi e ai sapori della sua Sicilia: la ricetta preferita è il Timballo Siciliano. All’Hotel Caruso di Ravello, c’è Mimmo Di Raffaele con la sua ultima creazione, essenza della superbia: Tu vuò fa l'americano (pane di sesamo, hamburger di tonno, insalata, patatine e salsa Caesar).