CONTINUA LA FASE RECESSIVA, TENGONO ALBEGHI E PALACONGRESSI
Sono stati presentati a Milano nel contesto dell’assemblea straordinaria dei soci che ha approvato le modifiche statutarie i primi dati del nuovo Osservatorio Congressuale, realizzato in collaborazione con Exmedia, e condotto dall’Università di Bologna e dall’Associazione manager turistici di Rimini, su incarico di Federcongressi&eventi.Si riducono i consumi e gli investimenti e cala anche la domanda di ospitalità in tutti i segmenti di mercato: idati percentuali registrati dall’Osservatorio non sono positivi. Nel 2011, rispetto al 2010, si registra -2,88% di incontri (valore assoluto oltre 400mila), -3,01% di partecipanti (quasi 33 milioni), - 13,10% di giornate di presenza congressuale (48 milioni e mezzo) e -12,82% di pernottamenti (oltre 20 milioni).
Larga parte degli eventi si è svolta in spazi fieristici, in sedi universitarie, in sale di enti o aziende e in altre strutture non destinate in modo esclusivo all’attività congressuale. Un ruolo di primo piano continua a essere svolto dagli alberghi congressuali (34%), seguiti dai palacongressi (21%).
Calo delle presenze e del fatturato sono un comune denominatore, ma negli alberghi congressuali le flessioni sono minori (-7,20%, a fronte del -13,25% dei centri congressi) e si registra una tenuta sul numero degli incontri e dei partecipanti (rispettivamente +0,20% e +1,38%). I prezzi rimangono sostanzialmente stabili (+0,28%) ma le politiche di prezzo sono diverse: i centri congressi mostrano grande attenzione al bisogno di contenimento dei costi da parte del cliente (-7,09%), le sedi polivalenti evidenziano una tendenza all’aumento delle tariffe (+4,06) e gli alberghi mantengono una politica di prezzi per lo più stabili (+0,63%).
Le località marine hanno le migliori performance: aumentano gli eventi (0,08%) i partecipanti (0,37) e la flessione delle presenze è nettamente inferiore al dato complessivo (-7,87%). I centri urbani e le città d’arte/metropoli sono le destinazioni che maggiormente risentono della crisi (rispettivamente -5,22% e - 2,57% il numero degli incontri e -15,87% e -14,95% il fatturato). Nelle località turistiche la tendenza è quella a una riduzione dei prezzi (-5,83%), altrove si registrano incrementi che recuperano le flessioni degli anni precedenti ma sembrano influenzare negativamente il posizionamento competitivo (centri urbani a +2,77% e città d’arte/metropoli a +3,25%).