SECONDO IL MONITOR DI ENRICO FINZI GLI EVENTI PERDONO MENO DELLA MEDIA DI MERCATO. E FUNZIONANO MEGLIO LE DESTINAZIONI SULL’ADRIATICO
Nonostante negli ultimi anni si sia registrata una flessione negli investimenti delle aziende in merito agli eventi (circa il 9 per cento in meno rispetto al 2011), cresce la percezione della funzionalità di questo strumento nel mix della comunicazione di marketing. Tradotto in cifre: chi investe in comunicazione, investe in misura maggiore negli eventi rispetto che in altri media: il 37,7 per cento delle aziende interpellate spende in incontri oltre un quinto del proprio budget (vedi grafico). E più in generale, il 51 per cento degli intervistati dichiara di aver ridotto i budget ad altri mezzi pur di pianificare uno o più eventi nell’anno.«Gli eventi – assicura Enrico Finzi, presentando al Bea Expo Festival l’annuale “Monitor sul mercato degli eventi” – perdono meno della media di mercato, in dettaglio la metà rispetto alla media degli strumenti di comunicazione e guadagnano quote in un mercato che si restringe». In sintesi, quindi, gli eventi in sé non soffrono – o meglio: non soffrirebbero –, il guaio è che si sono enormemente contratti i budget destinati alla comunicazione in generale, per ragioni chiaramente congiunturale.
La ripresa? Non sarà nel 2013, purtroppo, ma il dato positivo è che appena possibile il 78 per cento delle imprese intervistate conta di tornare a fare eventi. A margine della presentazione emerge una quanto mai originale “geografia” degli eventi: sul fronte delle destinazioni, sembrano funzionare meglio le regioni che si affacciano sull’Adriatico rispetto a quelle con le finestre sul Tirreno; un dato che rivoluziona la logica cui siamo assuefatti della contrapposizione tra Nord e Sud. Rimane fermo invece il noto cliché sulla provenienza dei big spender italiani: i clienti che più investono in eventi rimangono sempre quelli del Nordest.