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Ciao Nino!

Ciao Nino!

CI HA LASCIATI NINO LEANZA, PCO DI GRANDISSIMA ESPERIENZA, NONCHÉ UNO DEI FONDATORI DI FEDERCONGRESSI

È mancato all’affetto dei suoi cari e dei suoi amici della meeting industry italiana, il caro Nino Leanza, presidente di Conference Service, storico presidente di Pco Italia e uno dei fondatori e promotori del progetto Federcongressi, nonché un suo sostenitore decisivo. In questa pagina, gli amici e colleghi più stretti lo ricordano con cordoglio.

Adolfo Parodi, direttore del Centro Congressi del Porto Antico di Genova e primo presidente di Federcongressi: «Ricordo ancora quel giorno di ottobre 2004 (il 27), nello studio del notaio Quaranta a Bologna in cui firmammo l’atto costitutivo, e Nino fu la persona che rispose ad alcune perplessità con una presa di posizione netta e decisa che ci convinse della necessità di quell’importante passo che ha cambiato totalmente le prospettive del settore.  Nino è stato anche un sostenitore pieno di tutti i passi importanti decisivi: la fusione di Pco Italia con Italcongressi, l’ingresso di Aimp… e quindi ci ha aiutato a porre le basi per Federcongressi&eventi come associazione di primo livello».  

Stefania Agostini, direttore di Convention Bureau della Riviera di Rimini: «Appena ho saputo, anche il mio pensiero è corso a quei giorni di faticosa costruzione ma anche di euforica partecipazione a un momento che sentivamo tutti avrebbe impresso una svolta decisiva allo sviluppo del nostro settore. Nino è stato il cuore pulsante di quella squadra che ha infuso coraggio e determinazione a tutti noi, alle nostre idee e alle nostre azioni. Le differenze fra noi erano evidenti, soprattutto perché provenivamo da esperienze e da una gestione del business  molto diverse. Le discussioni fra di noi sono state tantissime, ma c’era la consapevolezza che fossero il prezzo necessario (ma anche il divertimento) da pagare per svolgere un onesto e profittevole lavoro da mettere a valore comune. Negli anni a venire ho sentito più volte la mancanza di quel clima, della passione che spesso anima i pionieri… Con Nino se n’è andato un pezzo di quella storia. Noi abbiamo il compito di portare avanti il mandato di allora che è ancora ben lontano dall’essere stato raggiunto, con determinazione e fiducia».

Paolo Zona, Ad di Cluster e past president di Federcongressi&eventi: «La notizia della scomparsa di Nino mi ha colto davvero del tutto impreparato. Ricordo quando, nell’autunno del 2000, Carmelo Pezzino, Michele Galantino e Roberta Giacomini vennero in Planet per la “visita ispettiva” propedeutica all'adesione a Pco Italia. La seria e attenta interpretazione del regolamento associativo da parte di Nino e del consiglio direttivo lo imponevano. Per me, nemmeno trentenne, fu un passo importante. Un’assemblea dei Soci di Pco Italia nell’aprile 2004 a Parma fu poi per me un momento altrettanto importante: Nino mi telefonò qualche giorno prima e mi chiese di candidarmi per il consiglio direttivo. Quella domenica Nino volle che io diventassi il segretario dell’associazione. Gli devo molto, così come gli deve molto tutto il nostro settore. Era un combattente, un combattente vero, dal cuore grande. Fiero di avercela fatta. Conserverò sempre di lui il ricordo di chi ha saputo trasmettere a me, scettico, il valore delle associazioni. Mi diceva sempre: “Non è l’associazione che deve dare a te, sei tu che devi dare all’associazione”. Grazie Nino, mi hai aiutato a crescere un po’ anche tu».

Emilio Milano, Owner MeetItaly Group: «Ricordo sempre con piacere la passione di Nino, quella forte tensione che metteva nei meravigliosi incontri di quei momenti che hanno segnato veramente la storia del nostro settore; una grande perdita! Sentiamo veramente la mancanza di personaggi con lo stile di Nino. Facciamo in modo che la sua memoria non vada perduta».

Corrado Mancini, past general manager di Pco Italia: «Ho molti motivi e occasioni per ricordare Nino, un grande amico e un valente imprenditore con cui ho avuto il piacere di condividere per quasi trent’anni molte iniziative e numerosi progetti, in particolare da un lato le esperienze fieristiche – da Tanexpo a Koiné, fino alla più recente, che mi ha visto a Roma occuparmi dei rapporti con la Pubblica Amministrazione Centrale per Com-Pa – dall’altro quelle associative, come Tanexport e Pco Italia, fino alla fusione con Italcongressi. In questo quadro ho avuto l'esaltante e direi per qualche verso emozionante compito di tenere i contatti con chi rappresentava a quel tempo le diverse associazioni, predisponendo i documenti e le procedure necessari per arrivare a quel giorno di Ottobre di dieci anni or sono, in cui Nino ha avuto il coraggio e l'abilità di “buttare il cuore oltre l’ostacolo” e di mettere ciascuno di fronte alle proprie responsabilità, "dentro o fuori". E il seguito è stata un’altra esperienza bellissima. Quanto a Nino, vorrei tornare su quel suo modo unico e raro di contemperare nella sua persona – quasi un ossimoro – una discreta dose, perché no, di “accentramento” con una rarissima qualità di delega e gratificazione, facendoti sentire importante e realizzato in compiti e attività sempre stimolanti e molto spesso di notevole impegno e difficoltà».

Eleonella Righetti Cinquetti, owner Cogest M&C: « Il mio primo ricordo di Nino? Hotel Baglioni di Firenze, forse 1988, o giù di li, tutti presenti per una delle prime Btc. Io, Massimo Servakis, Nino Leanza e Raffaella Segantin, sua fedelissima collaboratrice e insostituibile braccio destro. Poche battute, molto argute, e nasceva una vera amicizia che non si è mai interrotta, se non per l’uscita di scena dei due interpreti principali. Dopo la morte di Massimo, Nino mi ha aiutato a portare avanti l'azienda, diventando mio socio. Un socio mai invadente, ma sempre presente per una parola, per un consiglio. Mi mancherà, tantissimo. E il mio pensiero va ai suoi affetti, ai suoi collaboratori. So cosa vuol dire perdere il punto di riferimento, ci sono passata: ci va tanto coraggio e l'aiuto di tanti amici. L'ultimo ricordo? Al telefono, pochi mesi fa, mi ha detto: appena mi riprendo dobbiamo vederci, ho un progetto che ti piacerà molto... Ciao Nino!».

Alan Pini, Ceo di Teknocongress: «A differenza di molti altri che provenivano dalle file di Pco Italia, io che provengo da Italcongressi ho conosciuto Nino molto poco. Durante le prime riunioni che hanno preparato la strada alla fondazione di Federcongressi e alcuni incontri del suo comitato direttivo ho avuto modo di apprezzare lo spirito  e la forza interiore che l’uomo emanava assieme al suo entusiasmo per qualsiasi iniziativa il gruppo discutesse. Il suo era un sentire vero, molto genuino della persona abituata a dare un contributo fattivo alla realizzaizone dei progetti ai quali si dedicava e tutto ciò traspariva da ogni sua parola. Direi che la sua generosità mi era apparsa subito come una delle sue più apprezzabili caratteristiche. Direi che di Nino io serbo il ricordo che comprende forza e desiderio di fare!».

Mario Buscema, presidente di Federcongressi&eventi: «Ho conosciuto Nino nel “lontano” 2002, perché era collega e amico di quelli che a breve sarebbero diventati i miei soci, Roberta Giacomini e Michele Galantino. Poi per qualche tempo, abbiamo avuto modo di incontrarci più volte e conoscerci meglio, anche perché i suoi nuovi e belli uffici, erano vicinissimi alla vecchia sede di Planning Congressi. Inoltre, quando in rappresentanza di quella che nel frattempo era diventata anche la mia società, iniziai a partecipare alla vita associativa di Pco Italia, Nino ne era diventato da poco il presidente e Corrado Mancini il segretario generale. Posso solo confermare, il ritratto umano e professionale, che hanno così ben descritto i colleghi che lo hanno conosciuto in modo assai più approfondito, di quanto sia stato possibile per me. Questa tristissima notizia e i commenti che ho letto mi inducono a ribadire un pensiero, che sento costantemente presente, in questa mia esperienza di presidente di Federcongressi&eventi. Se oggi Federcongressi&eventi riesce ad avere un’attenzione e un ascolto da parte del mondo istituzionale, insieme alla stima e al rispetto da parte delle altre grandi associazioni di categoria, lo dobbiamo al quel gruppo di coraggiosi e appassionati colleghi, di cui Nino è stato uno dei protagonisti, che hanno creduto nel sogno di creare un’associazione che rappresentasse con forza  e competenza il vasto e variegato mondo professionale della meeting industry italiana. Quindi un commosso grazie a Nino e a tutti i pionieri che condivisero con lui questa bella avventura, che oggi prosegue con nuove sfide e ambiziosi obiettivi».