Ha preso ufficialmente il via il progetto di rinnovamento del Grand Hotel San Pellegrino, lo storico edificio liberty nel cuore delle Prealpi Orobie, in provincia di Bergamo. La struttura è stata concessa per 99 anni alla società immobiliare californiana Ekn Development, che si occuperà del rilancio dell’iconico hotel di San Pellegrino Terme, simbolo della Belle Époque e della tradizione termale lombarda.
Lo studio di fattibilità per la ristrutturazione è stato affidato a Lombardini22, con un progetto che prevede la realizzazione di circa 120 camere, la riqualificazione degli spazi comuni e la creazione di una spa, piscine esterne e aree dedicate alla ristorazione.
L’intervento richiederà un’attenta analisi della struttura impiantistica esistente e un approccio integrato, per aggiornare l’edificio agli standard contemporanei mantenendo il rispetto dei vincoli della Soprintendenza.
Inaugurato nel 1904 alla presenza della regina Margherita di Savoia, il Grand Hotel fu per decenni un punto di riferimento per l’aristocrazia e la cultura europea, accogliendo tra i suoi ospiti gli zar di Russia, Luigi Cadorna, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo e Federico Fellini.
Progettato nel 1902 dall’architetto Romolo Squadrelli e dall’ingegnere Luigi Mazzocchi, l’edificio si distingue per la monumentalità del suo corpo centrale, lungo 128 metri e sormontato da una grande cupola, affiancato da due blocchi laterali di cinque piani. All’epoca della sua apertura, la struttura era considerata all’avanguardia, dotata di ascensori, luce elettrica e telefono in ogni stanza.
Redazione