3411

Location
per eventi

14932

Sale
meeting

435

Agenzie
e servizi

14252

Articoli
e recensioni

Come la geopolitica incide sugli eventi associativi oggi

Come la geopolitica incide sugli eventi associativi oggi

Le associazioni internazionali si trovano oggi a operare in un contesto in cui la geopolitica è diventata parte integrante delle loro agende strategiche. Le tensioni globali, un tempo percepite come fattori esterni o temporanei, si sono trasformate in una condizione permanente, capace di influenzare ogni dimensione dell’attività associativa: dalla governance alla scelta delle sedi per gli eventi, fino alle politiche di inclusione e alla sicurezza digitale.

È quanto emerge dal white paper Exploring the Geopolitical Landscape: Implications for Associations, pubblicato da The Hague & Partners Convention Bureau in collaborazione con la European Society of Association Executives (ESAE).
Lo studio si basa su un approccio in due fasi. Una tavola rotonda qualitativa, organizzata a marzo 2025, ha riunito dieci dirigenti di associazioni internazionali per discutere l’impatto delle tensioni geopolitiche sulle loro strategie. Dal confronto è nata una survey globale, condotta tra marzo e aprile, che ha raccolto 99 risposte verificate. 

Secondo i risultati, l’85% dei rispondenti ha già sperimentato gli effetti diretti dell’instabilità geopolitica, e l’88% prevede ulteriori ripercussioni. Solo il 13% si ritiene pienamente preparato ad affrontarle. Oltre un quarto dei rispondenti (26%) dichiara di aver già risentito in modo diretto dell’instabilità geopolitica nella pianificazione dei propri eventi, mentre il 28% ha scelto di trasferire congressi e conferenze verso destinazioni considerate più stabili.

La scelta della sede, un tempo dettata soprattutto da criteri di accessibilità e sostenibilità economica, si sta trasformando, secondo il white paper, in una decisione strategica che riflette un sistema di valori più ampio, fondato su neutralità, inclusione, sicurezza e reputazione.

I format ibridi e virtuali restano strumenti preziosi per garantire continuità e partecipazione, ma - come l’esperienza ha ormai dimostrato - non riescono a sostituire la forza delle relazioni dirette, che restano essenziali per costruire fiducia, senso di appartenenza e reale influenza all’interno delle comunità associative.

Anche la diversità, equità e inclusione (DEI) assume un ruolo strategico. Più del 60% dei leader intervistati la considera fondamentale per la stabilità interna e la credibilità dell’organizzazione, ma una minoranza del 17% continua a percepirla come elemento marginale.

Questo contesto politico, in molti Paesi, sta rendendo la gestione della DEI un terreno delicato: leggi o sentimenti anti-inclusivi influenzano la scelta delle destinazioni, la comunicazione istituzionale e perfino le partnership. Molte associazioni rispondono riaffermando i propri valori, mentre altre cercano di mantenere il dialogo in territori più complessi.

L’evoluzione tecnologica ha poi reso le associazioni più interconnesse, ma anche più esposte. L’81% dei rispondenti dichiara di essere preoccupato per i rischi informatici, e oltre uno su cinque (22%) ha già subito attacchi diretti. Ancora più significativo è il dato che indica come quasi un quarto delle organizzazioni (23%) non dispone di alcuna misura formale di protezione. Solo il 15% ha sottoscritto una polizza di cyber insurance, mentre le azioni più comuni riguardano l’autenticazione multifattore (55%), la formazione del personale (50%) e la crittografia dei dati (49%).