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Dmc italiane: ecco la mappatura di Federcongressi&eventi

Dmc italiane: ecco la mappatura di Federcongressi&eventi

Federcongressi&eventi ha mappato le Destination Management Company italiane.  

L’obiettivo era di indagare come operano e come sono strutturate le agenzie che fanno incoming Mice. Il quadro emerso dal sondaggio è quello di un mercato composto da tante diverse realtà che non hanno una definizione univoca nella quale riconoscersi. Non tutte le agenzie coinvolte condividono infatti completamente la definizione dell’Associazione Internazionale delle Destination Management Company che recita così: “una destination management company è una società di servizi altamente specializzata e con forte caratterizzazione locale che fornisce ai propri clienti la gestione dei servizi necessari alla realizzazione di un evento aziendale attraverso la profonda conoscenza della destinazione in cui opera”.

Per la maggioranza dei rispondenti, invece, una Dmc può operare a livello locale, regionale o nazionale senza necessariamente avere in loco unità operative e ha nel proprio core business anche l’attività specifica degli incoming tour operator (viaggi individuali e gruppi leisure).

Le Dmc italiane sono giovani piccole e medie aziende. Il 71%, dispone di uno staff inferiore ai 10 dipendenti e il 54% sono operative sul mercato da meno di 10 anni. Le Dmc che organizzano mediamente sino a 50 eventi all’anno sono il 74%: l’Europa è il principale mercato di riferimento, 41%, seguito da quello del Nord America, 22%. Il terzo mercato è quello nazionale (16%). Una “sorpresa” se si pensa che la vocazione specifica delle Dmc è quella di fornire servizi a clienti internazionali. Per quanto riguarda il giro di affari, il 77% ha un fatturato inferiore a 2 milioni di euro, il 17% supera i 5 milioni.

“Con questa prima indagine dell’incoming Mice Federcongressi&eventi è riuscita nel suo intento di conoscere meglio e da vicino il settore” dice Lorenzo Pignatti, rappresentante Categoria DMC&Incentivazione dell’associazione, direttore sviluppo internazionale di Admei (l’Associazione Internazionale delle Destination Management Company) e presidente della Dmc +39 Italy. “Il prossimo passo che intendiamo fare è quello di entrare in contatto diretto con le circa 40 aziende che hanno dichiarato che il ramo Dmc rappresenta almeno il 50% del loro fatturato annuo per approfondire tematiche ancora più specifiche che non potevano essere affrontate nel primo sondaggio. L’obiettivo ultimo è di dare un’identità chiara al comparto Dmc Italiano attraverso la condivisione di best practices ed esperienze internazionali; solo allineando la qualità e i contenuti offerti dalle DMC Italiane a quelli delle altre destinazioni potremo infatti progredire in termini non solo numerici ed economici ma, soprattutto, di qualità e professionalità”.