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Italian Politicians’ Forum, confronto con le istituzioni

Italian Politicians’ Forum, confronto con le istituzioni

GLI OPERATORI CHIEDONO NUOVE STRATEGIE PER LO SVILUPPO DEL CONGRESSUALE

Ricalcando il format presentato da Imex dieci anni fa, è stato organizzato da Btc l’Italian Politicians’ Forum, con l’obiettivo di mettere in contatto diretto operatori e mondo politico. Cornice ideale per questo appuntamento, la Toscana, regione che punta molto sul congressuale, come è emerso anche dalle parole di Cristina Scaletti, assessore regionale alla Cultura, al Turismo e al Commercio.

L’Italian Politicians Forum è stata anche l’occasione per il confronto con destinazioni internazionali virtuose, case history come quella di Amburgo, illustrata da Rolf-Barnim Foth, assessore Marketing e Turismo della regione metropolitana – che nel 2012 ha ospitato circa 200mila partecipanti a meeting nazionali e congressi, con un alto potere d’acquisto e un volume d’affari generato di circa 107,5 milioni di euro. Matthias Schultze, managing director del German Convention Bureau, ha invece illustrato come è strutturato il bureau nazionale tedesco. Esistono esempi di successo anche nel nostro Paese, dove la collaborazione tra convention bureau e amministrazioni locali ha portato risultati notevoli e incoraggianti; come nel caso di Torino, dove il sindaco Piero Fassino ha deciso di scendere in campo e metterci la faccia in prima persona. Lo ha raccontato Marcella Gaspardone, manager del Convention Bureau di Turismo Torino e Provincia.

Sempre in tema di candidature, Sergio Chimenti, presidente del bid per il World Congress of Dermatology 2019, ha spiegato il percorso per candidare Milano all’appuntamento mondiale previsto tra sei anni, che potrebbe portare in città circa dodicimila delegati da tutto il mondo con una ricaduta di 200 milioni di dollari. Quantificare il valore economico generato dal comparto è essenziale per dare alla politica un biglietto da visita sulla base del quale si possano indirizzare investimenti e strategie di sviluppo:  «Il modello di calcolo dell’impatto economico del congressuale è stato elaborato dall'Organizzazione Mondiale del Turismo, in collaborazione con Icca, Mpi e Reed Travel Exhibitions nel 2006 ed è stato adottato già da diversi paesi a livello nazionale» ha detto Pier Paolo Mariotti, meeting manager del centro congressi Eurac.

«L’Enit ha già approvato una nostra proposta – aggiunge Mario Buscema, presidente di Federcongressi – per la creazione di un osservatorio nazionale in grado di monitorare puntualmente il comparto e misurare l’impatto economico per il nostro Paese» .  «Certamente possiamo investire di più – conferma il direttore generale dell'Enit, Andrea Babbi – su questi dati e creare un centro di raccolta ed elaborazione a livello nazionale».