L’edificio è parte integrante del complesso della Certosa Reale di Collegno. È stato edificato nella fase storica in cui si decise la trasformazione del sito in Regio Manicomio, negli anni immediatamente successivi al 1855, data dell’abrogazione delle corporazioni religiose. Il complesso storico della Certosa Reale nacque in realtà nella prima metà del seicento come complesso monastico caratterizzato da un impianto a corte chiuso verso l’esterno secondo il progetto dell’architetto Maurizio Valperga nel 1634. Dopo numerose trasformazioni la Certosa Reale tra il 1700 e il 1710 subì un'ulteriore espansione con la costruzione del chiostro grande e lo spostamento dell’asse principale della composizione. Con l’intervento di Filippo Juvarra (1725-36) il complesso si aprì verso l’abitato di Collegno cercando di creare un elemento di transizione aulico: il portale. Oggi è conservata una parte consistente della struttura monastica anche se sono andate completamente distrutte le abitazioni dei monaci collocate sul Grande Chiostro. Nel 1851 venne quindi avviato l’insediamento nel complesso della Certosa Reale del Regio Manicomio con l’abbandono da parte dei monaci e la realizzazione di ingenti lavori di trasformazione e ampliamento destinati a protrarsi per quasi due secoli, fino al 1975. L’edificio della Lavanderia a Vapore concepito e costruito dal 1870 al 1875 come struttura di servizio per il Regio Manicomio fu progettato dall’ing. Luigi Fenoglio. Il progetto sin dagli inizi prevede la costruzione di un unico corpo di fabbrica allungato su pianta rettangolare e ad un unico piano fuori terra. La lunghezza della manica è di mt 100 per una larghezza di 12 mt. La parte centrale ospita una zona seminterrata dove in una prima fase furono collocate le caldaie che poi vennero ricollocate successivamente in un basso fabbricato addossato alla facciata ovest. Un’ulteriore modifica avvenne negli anni 40 con l’abbattimento della copertura nella zona delle prime campate verso sud per l’inserimento di un solaio e quindi di una parte sopraelevata (secondo piano). Nonostante l’assenza di cura, l’edificio si è potuto conservare fino al 2004, quando inizia l’intervento di recupero. In particolare, si è mantenuta leggibile la composizione delle facciate scandite dalle numerose finestrature verticali con le loro arcate in mattoni e la grande ciminiera centrale che la identifica. Il progetto di recupero della Lavanderia a Vapore prevede sia il restauro degli apparati decorativi ottocenteschi della fabbrica ammattonata e della ciminiera, sorta sul disegno dell’Ing. Luigi Fenoglio come lavanderia del regio Manicomio, che il ripristino dalla spazialità interna, caratterizzata dalla presenza della notevole navata principale. Gli ambienti sono stati poi dotati degli impianti e delle attrezzature che consentono il loro utilizzo con scelte improntate al concetto di sobrietà, riducendo al minimo la presenza delle componenti tecnologiche richieste dalla contemporaneità. Nel corso dell’attuazione di questa fase di intervento si è concretizzata la decisione di destinare degli spazi della Lavanderia a Vapore a sede del Centro Coreutico che ospita in residenza il Balletto Teatro di Torino. È stato pertanto approntato il progetto di allestimento, atto a consentire la fruizione degli ambienti rinnovati per attività artistiche e culturali, di formazione, di spettacolo e di meeting in genere. Si tratta pertanto della conclusione di un percorso, incluso nel più ampio processo di recupero e valorizzazione dei Beni Culturali del Complesso della Certosa Reale di Collegno, che si è avvalso del contributo finanziario e della collaborazione della Regione Piemonte. Dal 2015 la Lavanderia a Vapore è gestita dalla Fondazione Piemonte dal Vivo.
Premio per la Qualità del Progetto e della Realizzazione ad Antonio Besso Marcheis- Edizione 2010 Dal 2018 Membro di EDN (European Dancehouse Network).