Il fuoco che nel 1745 distrusse l’allora Teatro Malvezzi di Bologna, tutto in legno, dà inizio alla storia del teatro d’opera bolognese. Dopo l’incendio la città commissionò ad Antonio Galli Bibiena, membro della famosa famiglia di architetti teatrali e di scenografi, la costruzione di un nuovo teatro d’opera in pietra nello stile barocco del periodo. Il 14 maggio 1763 il Teatro Comunale aprì le sue porte al pubblico con la prima esecuzione de Il trionfo di Clelia di Gluck.
All’evento inaugurale parteciparono circa 1500 persone e da allora il Comunale è diventato famoso per l’alto livello qualitativo dei suoi spettacoli e per la fama degli artisti che arrivano da tutto il mondo. La cultura musicale di Bologna è ben nota: molti compositori, Mozart incluso, hanno studiato all’Accademia Musicale di Bologna, Rossini visse in città per anni e vide le sue opere messe in scena al Comunale mentre Verdi lavorava nella vicina Busseto e a Sant’Agata. Ma la città e il teatro furono anche aperti all’arrivo di produzioni ed artisti non italiani: fu il primo teatro a mettere in scena le wagneriane Lohengrin, Tannhauser, Der fliegende Holländer, Tristan und Isolde e Parsifal, il Teatro Comunale acquisì per Bologna la fama di città “wagneriana”.
Bellissimo esempio di teatro all'italiana, il Teatro Comunale di Bologna conserva perfettamente la sua sala con pianta a campana e il meccanismo che permetteva di sollevare la platea fino al piano del palcoscenico per trasformare la sala principale in una grandiosa sala da ballo.
Sala Bibiena: sistema di movimentazione del palcoscenico, registrazioni audio e video, utilizzo pianoforti e apparecchiature per amplificazione e videoproiezione, dispositivi di illuminotecnica a richiesta.
La Terrazza esterna è disponibile da sola o in abbinamento al Foyer Rossini.
NB: le capienze sono indicative e in aggiornamento; possono inoltre variare sulla base degli elementi di arredo.