AIM GROUP INTERNATIONAL
Come cambia la professione dell’organizzatore degli eventi e come cambiano le aziende del settore rispetto ai mutamenti di scenario tecnologico e di abitudini attraversati in questi ultimi anni? Come si promuove l’innovazione e come si risponde in maniera efficace alle esigenze attuali dei clienti?
Ne parliamo con Patrizia Semprebene Buongiorno, vicepresidente AIM Group International, nella industry da oltre 30 anni, docente e speaker internazionale.
Il mercato degli eventi è in una fase di ripresa delle attività, cosa è cambiato e cosa si è imparato, negli ultimi anni?
La meeting industry ormai è chiamata spesso sharing industry a sottolineare che il valore fondamentale che offre è la condivisione di esperienze, saperi, informazioni, in grado di trasformare i partecipanti. Questo valore è stato reso ancora più evidente dall’isolamento causato dalla pandemia; quindi, in qualche modo quella crisi possiamo dire abbia rilanciato la nostra missione e ci abbia anche aiutato a farne percepire il valore dalle istituzioni, dai clienti, dagli stakeholder.Attualmente notiamo una ripresa della domanda, con un forte desiderio di ritorno agli eventi in presenza, tanto che molti dei 2.500 eventi organizzati da AIM nel 2022 hanno registrato numeri più alti rispetto al passato.
Ingaggiare i partecipanti con esperienze coinvolgenti non solo in presenza ma anche online è forse la sfida più difficile per gli organizzatori di eventi, da sempre esperti nei meccanismi di interazione faccia a faccia, come state rispondendo a questa necessità?
Negli ultimi anni abbiamo imparato innanzitutto ad avere maggiore flessibilità e creatività, rompendo gli schemi con nuove soluzioni e coinvolgendo clienti e partecipanti in nuove modalità di comunicazione, prima, durante e dopo l’evento. La tecnologia e le piattaforme virtuali e digitali, lungi dal saper esaurire i bisogni che stanno alla base della volontà di organizzare un evento, possono però essere senz’altro utile per amplificare i risultati, creando eventi ‘aumentati’, con audience allargate e una durata più lunga.
Occorre perciò saper creare e ingaggiare le community online (aziendali, associative, etc.) con strategie multicanali. Per essere più liberi di personalizzare i progetti e più performanti, abbiamo deciso di sviluppare una piattaforma proprietaria, AIM Phygital Platform, dove ospitare meeting ed eventi collaborativi online fino a 10.000 persone, che ci aiuta a moltiplicare i format, amplificare l’audience, estendere la durata dell’evento, raggiungere più facilmente gruppi diversi e favorire la partecipazione e l’engagement, creando community che interagiscono prima, durante e dopo l’evento. Un esempio di quello che si può fare lo stiamo sperimentando nelle varie edizioni ibride del congresso ESH (European Meeting of Hypertension), ma anche per l’arricchimento della esperienza degli utenti sul sito del Salone del Mobile Milano.
Il Salone del Mobile Milano è un cliente molto prestigioso ma anche abbastanza inconsueto per un PCO; come è nata la collaborazione e come li avete supportati?
La nostra agenzia di comunicazione specializzata nei serivzi digitali, AIM Communication, ha supportato la trasformazione digitale del Salone del Mobile Milano, la fiera di riferimento internazionale per il settore dell'arredo e del design, fornendo la Piattaforma AIM Phygital per arricchire il nuovo sito web per le edizioni 2021, 2022 e 2023. Dal 2021, il Salone ha messo online una nuova piattaforma digitale evoluta, arricchita di notizie aggiornate, contenuti e un catalogo di prodotti e brand online e attivo tutto l'anno.
Grazie alla AIM Phygital Platform è stato possibile realizzare eventi virtuali sul sito del Salone, sia eventi interattivi one-to-many, con possibilità di porre domande via chat, effettuare reazioni e commenti, sia riunioni virtuali di collaborazione dal vivo con videochiamate e condivisione di contenuti. Gli eventi virtuali sono realizzati prima, durante e dopo il Salone, e sono disponibili sulla piattaforma digitale che diventa live, non solo per i contenuti, ma anche per gli eventi in diretta. Inoltre, le conferenze stampa di presentazione delle edizioni 2021 e2022, sono state trasmesse in diretta online, da uno studio tv nel 2021 e da Teatro nel 2022 e 2023, trasformate in grandi eventi ibridi, accessibili a un ampio pubblico internazionale, semplicemente connesso online.
Un’altra sfida molto importante che gli organizzatori si trovano ad affrontare è rendere gli eventi e i progetti di comunicazione sempre più sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale. Cosa state facendo per questo?
Certamente si tratta di un processo complesso e difficile per un’industria come la nostra che per natura fa spostare le persone e crea un impatto sull’ambiente. Ecco perché abbiamo innanzitutto aderito al protocollo Net Zero Carbon Events, un documento congiunto che impegna l’industria degli eventi a raggiungere gli obiettivi stabiliti nell’Accordo di Parigi sul clima, e partecipiamo a sviluppare metodologie comuni per misurare le emissioni di gas serra dirette, indirette e della catena di approvvigionamento del settore e costruire una roadmap per l’intero settore verso lo zero netto entro il 2050. Inoltre, come gruppo siamo impegnati per ottenere la certificazione ISO 20121 sulla sostenibilità.
Quando progettiamo gli eventi e progetti, cerchiamo sempre di capire come possono diventare più sostenibili e come possono lasciare una legacy positiva nella comunità e nell’ambiente. Di recente siamo stati premiati agli FCE Awards nella categoria "sostenibilità", con il progetto IPSEN Community DAY, che ha saputo mettere in contatto per la prima volta realtà diverse come Legambiente, il festival cinematografico Giffoni e l’azienda biofarmaceutica Ipsen, e coinvolgere i dipendenti in un’attività concreta, molto ingaggiante e di team building: la pulizia di una spiaggia in un’area protetta. I feedback dei partecipanti, che hanno riflettuto sui propri comportamenti in azienda e nella vita privata, oltre ad aver raccolto più di 200 kg di rifiuti, confermano che il cambiamento deve partire da ognuno.
Parlavamo prima di continuo rinnovamento del settore, non possiamo ignorare il fatto che anche AIM Group International si presenta ora sul mercato con una nuova brand identity, ossia un nuovo logo, un nuovo sito internet e una nuova immagine coordinata. Perché questo cambio?
L’evoluzione continua è sempre stata nel DNA di AIM Group fin dalla sua fondazione nel 1960, tanto che pur essendo il più anziano PCO tuttora operativo in Italia abbiamo cambiato più volte nome, articolazione, struttura e servizi. Ora abbiamo sentito il bisogno di comunicare meglio il percorso di cambiamento che abbiamo intensificato negli ultimi anni attraverso una nuova brand identity, più vicina alla nostra attuale personalità.
Il nostro nuovo payoff, per esempio, Let’s together! rappresenta il nostro modo di lavorare, in dialogo stretto e approfondito con i clienti così da realizzare insieme soluzioni e progetti di successo. Il nuovo logo con una forma di dimensione triangolare rimanda in modo più forte ai tre pilastri fondamentali su cui si articola il business del Gruppo attualmente, che corrispondono alle nostre aree di elevata specializzazione: Meet (Eventi), Engage (Comunicazione) e Think (Consulenza).
I team di queste aree sempre più spesso e in modo più strutturato, rispetto al passato, interagiscono, creano sinergie e si completano a coprire l’itero ciclo di un evento, dalla progettazione dei contenuti scientifici (in qualità di Provider ECM) alla promozione dell’evento, al branding e attività di comunicazione multicanale e sui social, fino alla realizzazione in format in presenza, ibridi o digitali.
AIM Group è parte del Progetto Mentore di Federcongressieventi e Lei è impegnata come docente a diretto contatto con i giovani, cosa consiglia a chi intende costruire la propria carriera nel settore?
Intanto possiamo sottolineare che la professione del PCO un tempo si imparava sul campo, mentre ora ci sono molti corsi che aiutano a entrare nell’industria più pronti e questo è importante perché le sfide che ci attendono sono molte, la nostra industria è in continua trasformazione, e questo richiede capacità di adattamento e disponibilità ad aggiornarsi, a imparare nuove skill. Ma questo è anche la bellezza del nostro lavoro, sempre nuovo e stimolante.
La nostra missione è far incontrare le persone, creare connessioni, trovare soluzioni perché gli eventi siano sempre più efficaci, perciò consiglio di metterci tanta passione e coltivare la curiosità, guardandosi sempre intorno per rubare idee, dagli altri mercati e industrie, e portare ogni giorno qualcosa di nuovo al proprio lavoro.